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	<title>Studenti e studentesse Archivi &#8211; OrientAzione</title>
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	<description>Le azioni per scegliere il tuo percorso universitario</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 May 2024 12:57:13 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Studenti e studentesse Archivi &#8211; OrientAzione</title>
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		<title>Scegliere un corso di laurea è limitare i futuri possibili?</title>
		<link>https://www.orientazione.it/news-orientazione/scegliere-un-corso-di-laurea-e-limitare-i-futuri-possibili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fab_Salvetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 May 2024 12:55:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Studenti e studentesse]]></category>
		<category><![CDATA[News orientazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La risposta è NO, anzi, laureandoti puoi moltiplicare i tuoi futuri!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.orientazione.it/news-orientazione/scegliere-un-corso-di-laurea-e-limitare-i-futuri-possibili/">Scegliere un corso di laurea è limitare i futuri possibili?</a> proviene da <a href="https://www.orientazione.it">OrientAzione</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La risposta è NO, anzi, laureandoti puoi moltiplicare i tuoi futuri!</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo esplorato poche settimane fa un tema rilevante, quello della (presunta) dicotomia fra studio verticale e multipotenzialità, vogliamo adesso lo sguardo in avanti, proiettandoci dapprima al momento della tua <strong>discussione di tesi </strong>e poi negli anni successivi, quelli in cui svilupperai ancor di più il tuo potenziale immergendoti nel<strong> mondo del lavoro</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>VUCA e BANI: teorie dell’oggi per capire il domani</strong></h2>
<p>Un buon metodo per immaginare il futuro che sarà, e farlo in maniera “plausibile”, è<strong> partire da ciò che siamo oggi</strong>. Fra le teorie più accreditate quella che <strong>descrive il nostro come un tempo VUCA</strong> e quella che lo disegna come <strong>BANI</strong>. Cerchiamo di conoscerle un po’ meglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>VUCA:</strong> <strong>Volatility, Uncertainty, Complexity, Ambiguity</strong></h2>
<p>Con questo ormai popolare acronimo si descrive la contemporaneità come pervasa da <strong>volatilità</strong>, <strong>incertezza</strong>, <strong>complessità</strong> e <strong>ambiguità</strong>. Coniato negli anni Ottanta, VUCA sosteneva l’idea che imprese e <em>leader</em> dovessero incarnare caratteristiche di <strong>reattività</strong> e <strong>flessibilità</strong> per sopravvivere con successo a tempi mutevoli, difficili da comprendere e pieni di pulsioni contrastanti. Se presente e futuro sono VUCA, allora<strong> il cambiamento rappresenta la normalità e per andare avanti è necessario essere agili, avere una <em>forma-mentis</em> adatta alla mutevolezza</strong>.<br />
Curiosità: esiste una <strong>versione 2.0 del modello VUCA</strong>, in cui la sigla è composta da Vision, Understanding, Courage, Adaptability (ovvero visione, comprensione, coraggio, adattabilità).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>BANI: Brittleness, Anxiety, Non-linearity, Incomprehensibility</strong></h2>
<p>Si tratta di un’evoluzione del modello VUCA: Brittleness, Anxiety, Non-linearity e Incomprehensibility (<strong>Fragilità</strong>, <strong>Ansia</strong>, <strong>Non linearità</strong> e <strong>Incomprensibilità</strong>). Secondo il paradigma <a href="https://medium.com/@cascio/facing-the-age-of-chaos-b00687b1f51d">BANI</a>:</p>
<ul>
<li>“la fragilità emerge dalla dipendenza da un singolo punto critico di fallimento” e “spesso deriva dagli sforzi per massimizzare l’efficienza, per strappare ogni ultimo frammento di valore – denaro, potere, cibo, lavoro – da un sistema”</li>
<li>“in un mondo ansioso ogni scelta appare potenzialmente disastrosa”</li>
<li>“in un mondo non lineare, causa ed effetto sono apparentemente disconnessi o sproporzionati”</li>
<li>“cerchiamo di trovare risposte ma le risposte non hanno senso”.</li>
</ul>
<p>“Sta accadendo qualcosa di enorme e potenzialmente travolgente. <strong>Tutti i nostri sistemi, dalle reti globali del commercio e dell’informazione alle connessioni personali che abbiamo con i nostri amici, famiglie e colleghi, tutti questi sistemi stanno cambiando, dovranno cambiare. Fondamentalmente. Completamente. Dolorosamente, a volte</strong>.</p>
<p>È qualcosa che potrebbe aver bisogno di un nuovo linguaggio per essere descritto. È qualcosa che richiederà sicuramente un nuovo modo di pensare per essere esplorato”.</p>
<p><strong>Agilità, apertura mentale, empatia e la cura delle cosiddette <em>soft skills</em> sono i requisiti per non soccombere in un mondo BANI</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Il ruolo delle scelte nella creazione del futuro</strong></h2>
<p>Senza entrare in una discussione &#8211; che sarebbe qui fuori luogo – di stampo filosofico, possiamo riflettere sul ruolo che le scelte hanno nel determinare il futuro. C’è però una metafora da affinare, se la seduttività del “<strong>modello <em>sliding doors</em></strong>” è decisamente ammaliante, la precisione simbolica non lo è altrettanto. <em>Sliding doors</em> significa occasioni uniche da prendere al volo, <em>chance</em> che non si ripresentano mai più; forse non è proprio così… <strong>Forse la metafora più adatta per visualizzare il ruolo delle scelte nella creazione del futuro è quella della carta geografica</strong>, una mappa in cui si conosce il punto di partenza; ebbene, <strong>ogni scelta può determinare il punto di arrivo ma è anche probabile che determini, invece, semplicemente il tragitto</strong> necessario per arrivare in una determinata area. Sì, forse in tempi VUCA o BANI, la metafora più adatta è quella che fa coesistere lo schema aut-aut con uno schema più incerto, in cui non è in discussione la meta ma semplicemente il percorso, in cui <strong>non c’è un punto d’arrivo ma un’area di destinazione</strong>. Destino aperto e destino chiuso sono, infatti, entrambe possibilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Le scelte intertemporali e il futuro</strong></h2>
<p>Ci sono scelte, definite “<strong>intertemporali</strong>”, che<strong> hanno effetti positivi e tangibili dopo molto, molto tempo</strong>. Studiare all’università può essere una di queste, quantomeno se la si guarda solo dal versante ottenimento della laurea – avvio della carriera lavorativa. C’è però un modo per cambiare la prospettiva, è quello di <strong>considerare non lo scopo finale ma tutto ciò che si incontra negli anni di studio: persone, sfide, conoscenza, crescita, occasioni, esperienze… </strong>Insomma, anche chi non ha un carattere adatto a fare scelte intertemporali, può investire sul futuro semplicemente cambiando prospettiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La percezione del fallimento è la chiave di volta per costruire il futuro?</strong><br />
La chiave di volta è probabilmente<strong> il modo in cui si percepisce l’errore</strong>: a volte sono proprio le scelte sbagliate ad aprire la strada di un futuro radioso, perché dagli errori si impara, perché integrare un errore nel proprio percorso significa essere <strong>resilienza</strong>, <strong>antifragilità</strong>, essere cioè adatti a tempi come quelli che stiamo vivendo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Come ipotizzare il futuro con un cono</strong></h2>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-90751" title="Il cono dei futuri" src="https://www.orientazione.it/wp-content/uploads/2024/05/Cono-dei-futuri.jpg" alt="Il cono dei futuri" width="638" height="359" srcset="https://www.orientazione.it/wp-content/uploads/2024/05/Cono-dei-futuri.jpg 960w, https://www.orientazione.it/wp-content/uploads/2024/05/Cono-dei-futuri-300x169.jpg 300w, https://www.orientazione.it/wp-content/uploads/2024/05/Cono-dei-futuri-768x432.jpg 768w, https://www.orientazione.it/wp-content/uploads/2024/05/Cono-dei-futuri-350x197.jpg 350w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></p>
<p>Tra le varie teorie che tentano di incardinare l’evoluzione dei fatti, delle persone e della storia stessa in schemi comprensibili, c’è quella del <a href="https://thevoroscope.com/2017/02/24/the-futures-cone-use-and-history/"><strong>cono dei futuri</strong></a>.</p>
<p>Il cono dei futuri, partendo dal <strong>futuro potenziale</strong> (tutto ciò che può accadere), identifica:</p>
<ul>
<li>i <strong>futuri assurdi</strong><br />
ciò che potenzialmente può accadere ma si ritiene impossibile</li>
<li>i <strong>futuri possibili</strong><br />
ciò che prima o poi “potrebbe” accadere (la videochiamata, per esempio, era impossibile da realizzare alcuni decenni fa ma si intuiva che prima o poi sarebbe divenuta realtà)</li>
<li>i <strong>futuri plausibili</strong><br />
ciò che ragionevolmente pensiamo possa accadere (sulla base di ciò che conosciamo)</li>
<li>il <strong>futuro previsto</strong><br />
la perfetta continuazione del passato attraverso il presente (“tutto rimarrà così, niente cambierà”)</li>
<li>i <strong>futuri probabili</strong><br />
ciò che riteniamo accadrà realmente, qualcosa di più probabile rispetto ai futuri plausibili</li>
<li>i <strong>futuri preferibili</strong><br />
ovvero tutto ciò che desideriamo che accada e che vorremmo contribuire a realizzare.</li>
</ul>
<p>Questa metafora visiva rende bene l’idea di quanto spazio tu abbia per determinare il tuo futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Ma quindi: scegliere un corso di laurea è limitare i futuri possibili?</strong></h2>
<p>No, è moltiplicarli! Lo è per un motivo semplice e oggettivo: <strong>acquisire conoscenze amplia le possibilità</strong>. La conoscenza e il diploma stesso di laurea sono <strong>elementi in più che ti consentono di adattarti e di adattare i tuoi futuri</strong>. Avere strumenti in più arricchisce, sempre, non impoverisce ma moltiplica le possibilità (così come lo fanno le situazioni e le persone che si incontrano nell’esperienza universitaria)!</p>
<p>Sulla base di tutto questo non possiamo che invitarti ad accogliere, fra gli strumenti che avrai per incidere sul tuo futuro, lo studio universitario. <strong>Scegli in libertà, tieni presente i consigli che ti arrivano dalle attività di orientamento e poi buttati a viso aperto verso il tuo domani</strong>, con la certezza che ogni giorno, ogni ora, ogni minuto che passerai fra le mura accademiche o sui libri, sarà un passo memorabile, qualcosa che in futuro ricorderai con gioia e – soprattutto – <strong>gratitudine</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Il peso del presente sull’evoluzione del futuro</strong></h2>
<p>Tutto bello sin qui, non trovi? Ma… <strong>se ci sono gravi situazioni di disagio, sofferenza, povertà o malattia, esiste davvero la possibilità di incidere sul proprio futuro?</strong> La risposta è sì, <strong>la possibilità di incidere sul proprio futuro esiste anche quando il punto di partenza è una situazione poco felice</strong>. Senza nulla togliere alla pesantezza che il presente può avere sul futuro, è sempre possibile fare piccoli <em>step</em> di avvicinamento verso il futuro che si desidera. Come ebbe a dire qualcuno, <em>un piccolo passo non ti fa arrivare alla meta, però ti allontana dal posto in cui sei</em>. Fra le agevolazioni da segnalare, sia gli <strong>sportelli di sostegno psicologico</strong> presenti in moltissime scuole e università, sia le <strong>aziende regionali per il diritto allo studio</strong>.</p>
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		<title>Lo studio verticale e la multipotenzialità</title>
		<link>https://www.orientazione.it/news-orientazione/lo-studio-verticale-e-la-multipotenzialita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fab_Salvetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 14:44:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News orientazione]]></category>
		<category><![CDATA[Studenti e studentesse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È una delle parole più in voga degli ultimi tempi e indica uno stato dell'essere che implica curiosità, brillantezza e una certa attitudine all'annoiarsi con facilità. Come capita spesso per teorie e concetti affascinanti, il riconoscersi nella multipotenzialità ha però un lato B: rischia di essere un alibi. Cerchiamo di capire un po' meglio cosa significa essere multipotenziali e quali sono le buone prassi per assecondare (o fronteggiare) questa modalità.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-0"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont"><div class="uncode_text_column" ><p><em>È una delle parole più in voga degli ultimi tempi e indica uno stato dell&#8217;essere che implica curiosità, brillantezza e una certa attitudine all&#8217;annoiarsi con facilità. Come capita spesso per teorie e concetti affascinanti, il riconoscersi nella multipotenzialità ha però un lato B: rischia di essere un alibi. Cerchiamo di capire un po&#8217; meglio cosa significa essere multipotenziali e quali sono le buone prassi per assecondare (o fronteggiare) questa modalità.</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Mi contraddico?</em><br />
<em>Molto bene, allora, mi contraddico,</em><br />
<em>sono largo, contengo moltitudini.</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Song of myself &#8211; Walt Whitman</em></p>
<p>
</div><div class="uncode_text_column" ></p>
<h2><strong>La definizione di multipotenzialità</strong></h2>
<p>Il concetto risale agli anni Settanta e fu introdotto da <strong>Ronald H. Fredrickson</strong>, all&#8217;epoca docente all&#8217;Università del Massachusetts, nel saggio <strong>Recognizing and Assisting Multipotential Youth</strong> (1972). Successivamente l&#8217;idea viene trattata in un <a href="https://files.eric.ed.gov/fulltext/ED092827.pdf">paper su orientamento e consulenza di carriera</a>. Fredrickson definisce così le persone multipotenziali: &#8220;<strong>qualsiasi individuo che, se dotato di un ambiente appropriato, può selezionare e sviluppare un gran numero di competenze a un livello elevato</strong>&#8221; ed elabora una procedura in 5 passi per un approccio corretto alla consulenza orientativa per persone multipotenziali:</p>
<ol>
<li>preparazione</li>
<li>consapevolezza</li>
<li>esplorazione</li>
<li>test di realtà</li>
<li>conferma.</li>
</ol>
<p>Nel lavoro di Fredrickson si mette in luce come &#8220;un individuo multipotenziale può scegliere in modo del tutto casuale la propria vocazione e poi cercare di acquisire le qualifiche e le competenze che consentiranno di avere successo in quel settore&#8221; ma anche che &#8220;più alta è l&#8217;istruzione raggiunta, meno variabilità si rileva nella scelta professionale&#8221;.</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-0" data-row="script-row-unique-0" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-0"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-1"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-8 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont"><div class="uncode_text_column" ></p>
<h2><strong>Il ritorno della multipotenzialità</strong></h2>
<p>Accantonato per qualche decennio, il paradigma della multipotenzialità è tornato in primo piano con il<strong> TED di Emilie Wapnick </strong>del 2015 dal titolo &#8220;<a href="https://www.ted.com/talks/emilie_wapnick_why_some_of_us_don_t_have_one_true_calling?language=it"><strong>Perché alcuni di noi non hanno un&#8217;unica vera vocazione</strong></a>&#8220;. La Wapnick individua i 3 &#8220;superpoteri&#8221; legati alla multipotenzialità:</p>
<ol>
<li>la <strong>sintesi di idee</strong> innovative dovuta alla capacità di trovare intersezioni fra campi diversi</li>
<li>la rapidità di <strong>apprendimento</strong></li>
<li>l&#8217;<strong>adattabilità</strong>.</li>
</ol>
<p>
</div></div></div></div></div></div><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-4 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont"><div class="uncode-single-media  text-left"><div class="single-wrapper" style="max-width: 400px;"><div class="tmb tmb-light  img-circle tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper img-circle"><img decoding="async" class="wp-image-90706" src="https://www.orientazione.it/wp-content/uploads/2024/03/Studio-verticale-multipotenzialita.jpg" width="700" height="700" alt="Lo studio verticale e la multipotenzialit&Atilde;&nbsp;" srcset="https://www.orientazione.it/wp-content/uploads/2024/03/Studio-verticale-multipotenzialita.jpg 700w, https://www.orientazione.it/wp-content/uploads/2024/03/Studio-verticale-multipotenzialita-300x300.jpg 300w, https://www.orientazione.it/wp-content/uploads/2024/03/Studio-verticale-multipotenzialita-150x150.jpg 150w, https://www.orientazione.it/wp-content/uploads/2024/03/Studio-verticale-multipotenzialita-350x350.jpg 350w, https://www.orientazione.it/wp-content/uploads/2024/03/Studio-verticale-multipotenzialita-348x348.jpg 348w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-1" data-row="script-row-unique-1" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-1"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-2"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont"><div class="uncode_text_column" ></p>
<h2><strong>Perché la multipotenzialità è popolare proprio oggi?</strong></h2>
<p>Anche se non è così immediatamente identificabile, <strong>il fatto che la multipotenzialità sia popolare deve molto a Internet</strong>. Prima della rete, infatti, la narrazione imperante era quella della specializzazione, che arrivava a<strong> identificare una persona con la propria professione</strong>: &#8220;Giorgio è un postino&#8221;, &#8220;Antonella è una docente universitaria&#8221;, &#8220;Matteo è un massaggiatore&#8221;. Ebbene, se prima si era ciò che si faceva, <strong>con la rete l&#8217;identità ha vissuto uno sblocco</strong> e Giorgio, che fino a poco tempo prima era un portalettere e basta, oggi può essere anche un esperto riconosciuto di musica rock; Antonella, smessi i panni accademici può essere un&#8217;apprezzata pasticcera; Matteo un insegnante di latino-americana. <strong>Internet ha fatto sì che queste identità &#8220;aggiuntive&#8221; rispetto a quella principale, potessero trovare una dimensione sociale grazie al fatto che la rete permette di essere in contatto con persone da interessi affini ai propri</strong>. Potersi confrontare con altre persone, magari in altre parti del mondo, con cui si condividono passioni, talenti e interessi, ha permesso &#8211; a livello generalizzato &#8211; di avere quel riconoscimento sociale che &#8220;equilibra&#8221; l&#8217;identità troppo spesso confinata al lavoro.</p>
<p>La multi-identità è corroborata, per esempio, anche da quel <strong>tratto che Ipsos Flair 2024 definisce</strong> &#8220;<a href="https://www.youtube.com/live/0X5CVIbTN6A?feature=shared&amp;t=4274"><strong>pluralizzazione delle personalità</strong></a>&#8220;. Da non trascurare anche il fatto che <strong>sempre più si sviluppano sensibilità e attenzione verso quelle caratteristiche individuali che solo pochi anni fa erano diffusamente percepite come &#8220;diversità&#8221; </strong>(o addirittura &#8220;anomalie&#8221;) e che oggi sono pura &#8220;normalità&#8221;. Infine, un dato epocale: <strong>nel mondo del lavoro c&#8217;è sempre più bisogno di figure con uno sguardo globale e interdisciplinare </strong>sulle cose, anche perché governare la complessità è difficile se ci sono solo competenze specialistiche.</p>
<p>Ecco allora che il concetto di multipotenzialità, può essere compreso e accettato oggi come non mai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Specializzazione VS multipotenzialità</strong></h2>
<p>Fino a poco tempo fa, quando l&#8217;idea di multipotenzialità era considerata &#8220;originale&#8221;, la convinzione diffusa era che ogni persona avesse una sola vocazione, fosse cioè nata per fare una sola cosa. Appresa culturalmente, <strong>questa convinzione era considerata alla stregua di un assioma e non veniva messa in discussione</strong>; ergo, chi non rientrava in questo schema, perché non riconosceva in sé la prevalenza di una sola attitudine o passione, faticava a adattarsi alla &#8220;specializzazione&#8221;. <strong>Poteva capitare che chi si sentiva pervaso da una pluralità di passioni, pensasse di essere in errore</strong>, addirittura che ci potesse essere un problema relativo alla propria identità. <strong>Capire e accettare una condizione di multipotenzialità ha permesso a molte persone di non sentirsi &#8220;sbagliate&#8221;, e a tutte le altre di accogliere una modalità altra da sé ma ugualmente valida</strong>. Il fatto che la multipotenzialità sia così popolare, equivale quindi a un&#8217;occasione per l&#8217;intera collettività.</p>
<p><strong>Rimane però valida e altrettanto legittima la specializzazione</strong>, che ha permesso di sviluppare conoscenze approfondite su discipline specifiche, garantendo benessere e vantaggi per tutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Studio verticale e studio multipotenziale</strong></h2>
<p>Se ti piace la matematica, se impazzisci per la biologia o la linguistica, hai ben presente cosa significhi passare ore sui libri e non sentire la fatica. Il metodo che la tua personalità porta con sé ti aiuta, del resto, a studiare con sistematicità anche le materie per cui non provi una passione strabordante. <strong>Se invece ti infiammi per un singolo aspetto di una disciplina, ti immergi nella sua conoscenza e poi senti che è il momento di passare ad altro, è possibile che tu incarni la multipotenzialità</strong>. Se davvero sei multipotenziale, è importante che tu prenda in mano ciò che ti annoia, sia per ovvie questioni di sopravvivenza scolastica, sia perché conoscere nozioni e informazioni di ciò che non ti stimola, potrebbe far scattare altre scintille (e tu sai bene di cosa parliamo).</p>
<p>Trovare un metodo di studio può essere dura se hai le caratteristiche della multipotenzialità, ma devi fare uno sforzo perché come puoi ben comprendere <strong>imparare a imparare </strong>(io cosiddetto deuteroapprendimento)<strong> è necessario</strong>. Una prospettiva che ti consideriamo di valutare è questa: <strong>come posso usare la cosa che dovrei studiare e che mi annoia, per arricchire la cosa che mi piace?</strong> Vuoi un esempio? Ecco qua: se adori disegnare, dipingere e illustrare ma trovi ardua la statistica, prova a pensare a quante cose belle potresti fare trasformando la statistica in infografiche. Non ti basta? Eccone un altro: se ti batte il cuore per il cinema ma fatichi a comprendere la fisica, pensa a come potrebbe aiutarti nella gestione di luce e inquadrature approfondire l&#8217;ottica. Se riesci nell&#8217;esercizio creativo di trasformare ciò che non ti esalta in qualcosa che può dare valore a quello che ami, beh&#8230; gran parte del lavoro è fatto. Al di là di questo espediente, trovare il tuo metodo di studio è davvero importante, è una cosa su cui vale la pena di spendere tempo ed energie.</p>
<p>Altri consigli per multipotenziali sono:</p>
<ul>
<li>le <strong>mappe mentali</strong> (utili a creare rappresentazioni spazio visuali della conoscenza e a organizzarla in categorie)</li>
<li>la <strong>concentrazione dello studio su unità di conoscenza</strong> (le persone multipotenziali amano &#8220;abbuffarsi&#8221; di singoli argomenti che le esaltano), in modo da esaurire la fame di conoscenza ed essere pronti per passare ad altro.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Multipotenzialità e orientamento</strong></h2>
<p>Se le attività di orientamento sono fondamentali per chi si riconosce in un&#8217;unica passione e attitudine, perché <strong>spesso la concretezza del lavoro di un orientatore o di un&#8217;orientatrice illumina aree inesplorate del futuro</strong>, per chi è multipotenziale <strong>l&#8217;orientamento è addirittura indispensabile</strong>. L&#8217;orientamento, infatti, <strong>aiuta a trovare una propria strada anche quando si sente che le strade sono molte, forse troppe</strong>. Con un buon lavoro di orientamento, <strong>scegliere un corso di laurea adatto alla multipotenzialità è possibile</strong>. Continua a seguire le proposte di <a href="https://www.orientazione.it/">Orientazione </a>e le attività di <a href="https://www.cisiaonline.it/">CISIA</a> per cogliere al volo l&#8217;occasione di confrontarti con i tuoi mille futuri possibili <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Multipotenzialità: una caratteristica e non un alibi</strong></h2>
<p>Essere multipotenziali significa avere tante passioni, conoscere tante cose, saperne fare altrettante, essere in grado di cogliere relazioni originali tra fatti, gioire imparando. Ma, come detto, significa anche <strong>noia</strong>; quella noia (o semplicemente un drastico calo di interesse) che prende all’improvviso per lasciare spazio a nuovi entusiasmi. Diciamolo: <strong>chi non vorrebbe riconoscersi in questa figura un po’ folle e un po’ genialotta che riecheggia il “dotto” rinascimentale?</strong> Volersi riconoscere in alcune caratteristiche è però differente rispetto a possederle realmente. <strong>Se non hai voglia di studiare e fatichi a impegnarti, non significa che tu sia multipotenziale</strong>; se ti annoi facilmente idem. Magari hai semplicemente bisogno di trovare la tua strada (la vocazione con la V maiuscola), incontrare la materia o l’insegnante giusto che ti stimoli ma non è detto che tu possieda una personalità multipotenziale.</p>
<p><strong>Monopassionalità o multipotenzialità sono semplici caratteristiche</strong>, né l’una né l’altra sono sbagliate, o limitanti. Accogli con amore ciò che sei veramente e fatti aiutare a individuare la strada giusta. E… importantissimo: <strong>multipotenziale non significa più intelligente!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Le difficoltà delle persone multipotenziali</strong></h2>
<p>Terminiamo con un accenno alle difficoltà di chi è multipotenziale. Già accennato al fatto che solo pochi anni fa la situazione era davvero poco rosea, essendo ancora oggi preponderante il paradigma della specializzazione “verticale”, non sempre è facile sentirsi a proprio agio nei panni della multipotenzialità.</p>
<ul>
<li><strong>la difficoltà a riconoscersi in un gruppo</strong><br />
geometri, ingegneri, insegnanti, motociclisti… chi è multipotenziale non riesce a etichettarsi e fa fatica a sentirsi parte di un gruppo accomunato da una sola passione o una sola attività</li>
<li><strong>la difficoltà a essere riconosciuti</strong><br />
la caratteristica della multipotenzialità, specie in alcuni ambiti di lavoro, è considerata un limite e il grande potenziale di queste persone viene spesso sottovalutato</li>
<li><strong>l’isolamento</strong><br />
non si tratta di un isolamento sociale, sia chiaro, quanto la mancanza di opportunità di essere compresi; per esempio, nella “lettura” di un fenomeno la persona multipotenziale riesce individuare cause, concause o legami che l’ottica specialistica non percepisce e che quindi rifiuta, classificando tutto come inesistente</li>
<li><strong>l’autostima<br />
</strong>la personalità multipotenziale può soffrire della cosiddetta “sindrome dell’impostore”, avere cioè dubbi sulle proprie capacità e sul proprio valore (perché rischia di sentirsi non-esperta).</li>
</ul>
<p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-2" data-row="script-row-unique-2" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-2"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-3"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-8 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont"><div class="uncode_text_column" ></p>
<h2><strong>Verticalità e multipotenzialità: il modello a “T”</strong></h2>
<p>Appendice doverosa rispetto al titolo di questo post: <strong>perché parliamo di verticalità? </strong>Come ci spiegherebbe bene George Lakoff, la metafora della verticalità ci lascia intuire al meglio l’idea di qualcosa che si concentra in un solo punto, e rappresenta perfettamente la personalità specialistica. Il modello a “T” (T-Shaped knowledge) è un modello che, attraverso una metafora visiva, illustra il sapere di due tipologie di persone: quelle specialistiche (la parte verticale della T) e quelle multipotenziali (la parte verticale della T); opponendo la conoscenza profonda di una materia e la competenza in varie discipline.</p>
</div></div></div></div></div></div><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-4 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont"><div class="uncode-single-media  text-left"><div class="single-wrapper" style="max-width: 100%;"><div class="tmb tmb-light  tmb-media-first tmb-media-last tmb-content-overlay tmb-no-bg"><div class="t-inside"><div class="t-entry-visual"><div class="t-entry-visual-tc"><div class="uncode-single-media-wrapper"><img decoding="async" class="wp-image-90710" src="https://www.orientazione.it/wp-content/uploads/2024/03/Studio-verticale-multipotenzialita02.jpg" width="450" height="550" alt="Il modello a " t della conoscenza: t-shaped knowledge :: orientazione cisia srcset="https://www.orientazione.it/wp-content/uploads/2024/03/Studio-verticale-multipotenzialita02.jpg 450w, https://www.orientazione.it/wp-content/uploads/2024/03/Studio-verticale-multipotenzialita02-245x300.jpg 245w, https://www.orientazione.it/wp-content/uploads/2024/03/Studio-verticale-multipotenzialita02-350x428.jpg 350w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></div>
					</div>
				</div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-3" data-row="script-row-unique-3" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-3"));</script></div></div></div><div data-parent="true" class="vc_row style-color-137913-bg row-container" id="row-unique-4"><div class="row-background background-element" style="opacity: 1;">
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<h2><strong>Multipotenzialità in classe: qualche consiglio per insegnanti</strong></h2>
<p>Varietà, varietà e ancora varietà. Questo il consiglio più importante se in classe si hanno ragazzi o ragazze multipotenziali. <strong>Affrontare lo stesso tema sotto angolazioni diverse è un buon modo di offrire varietà senza penalizzare le personalità specialistiche</strong>. Ecco quindi, per esempio, che una lezione sulla <strong>Colonna infame</strong> si arricchisce di <strong>storia</strong> (sbocco comunque naturale dell’opera di Manzoni) di <strong>medicina</strong> (approfondendo o incaricando la classe di approfondire la peste e le sue terapie), <strong>grafica</strong> (esplorando lo stile delle illustrazioni), <strong>tecnica</strong> (studiando la stampa a caratteri mobili e i metodi di incisione con cui si realizzavano i libri), <strong>geografia</strong> e altro ancora.</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-4" data-row="script-row-unique-4" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-4"));</script></div></div></div>
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		<title>Cosa significa studiare all&#8217;università?</title>
		<link>https://www.orientazione.it/studenti-e-studentesse/studiare-universita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Molfetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Nov 2023 10:27:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Studenti e studentesse]]></category>
		<category><![CDATA[News orientazione]]></category>
		<category><![CDATA[percorso]]></category>
		<category><![CDATA[percorso laurea]]></category>
		<category><![CDATA[impegno]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[studiare]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[metodo di studio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un mondo nuovo tutto da conoscere fra sorprese piacevoli e incognite da affrontare</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-5"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont"><div class="uncode_text_column" ><p><em>Un mondo nuovo tutto da conoscere fra sorprese piacevoli e incognite da affrontare</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Cosa significa studiare all&#8217;università: proiettare il futuro oltre il domani</strong></h2>
<p>Sì, la prima cosa da fare è proprio questa, capire che, scegliendo l&#8217;università, devi necessariamente guardare oltre il tuo domani, considerando una prospettiva a lungo termine. Per alcuni anni sarai studente (o studentessa) e prima di poter mettere in pratica le tue conoscenze passerà un po&#8217; di tempo. Alla fine del primo anno non sarai quindi &#8211; e questo devi davvero averlo ben chiaro &#8211; architetto, pedagogista o ingegnera, sarai qualcuno che studiane che pagina dopo pagina si avvicina al traguardo che prima di tutto è fatto di acquisizione della conoscenza e solo successivamente è fatto di messa in opera.</p>
<p>Lascia quindi tempo a ciò che studi, di cambiare ciò che sei, rendendoti una persona sempre più esperta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Cosa significa studiare all&#8217;università: verificare costantemente il tuo percorso</strong></h2>
<p>Studiare è una cosa da fare quotidianamente, è fatica, è tempo, concentrazione e impegno. Tra scadenze, consegne ed esami, ricorda ogni tanto di alzare lo sguardo, per ricordarti ciò che abbiamo appena detto, vale a dire la tua prospettiva a lungo termine. Il significato di ciò che fai è là, nel posto esatto in cui hai scelto di darti appuntamento nell’istante in cui hai completato l&#8217;iscrizione all’università. Attenzione: cammin facendo il modo con cui guardi alle cose e alla vita potrà mutare, lascia la mente aperta alle idee nuove, a ciò che verrà alla luce dal confronto con quello che studi. Se hai iniziato medicina con l&#8217;idea di poter dire la tua nel campo dell&#8217;ortopedia ma studiando è nata la passione per la pediatria, valuta se seguire il progetto iniziale o se rimodularlo alla luce di ciò che pensi dopo qualche anno di studio; nella vita si cambia, si matura, si cresce, ed è possibile che il tuo sguardo diventi più nitido nel corso degli anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Cosa significa studiare all&#8217;università: saper cogliere gli obiettivi intermedi</strong></h2>
<p>Soprattutto quando la laurea è ancora lontana, dovrai saper trovare gli stimoli per dare sempre il massimo. Come fare? Un buon metodo è concentrare le energie in maniera lineare, considerando un passo alla volta. Se riuscirai ad avere un approccio che &#8211; pur non perdendo di vista il traguardo finale &#8211; ti farà considerare ogni singolo esame alla stregua di un obiettivo esaltante, avrai molte possibilità di mantenere alte energia mentale e motivazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Cosa significa studiare all&#8217;università: organizzarsi</strong></h2>
<p>Eh sì, lo studio universitario richiede organizzazione perché il livello di complessità e la quantità di impegno non possono essere affrontati senza un minimo di sistematicità. Di <a href="/news-orientazione/time-management/" target="_blank" rel="noopener">organizzazione nello studio abbiamo già parlato qui</a>.  Preparati quindi a un viaggio che dovrai affrontare lasciando un po&#8217; di spazio in meno all&#8217;improvvisazione (elemento che se è dentro di te, non perderai, non temere); in fin de conti, sai, crescere non è smettere di essere bambini, è acquisire qualche competenza in più, fra cui l&#8217;organizzazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Cosa significa studiare all&#8217;università: valutare il superfluo</strong></h2>
<p>Dovrai far di necessità virtù &#8211; come spesso si dice – e metterti nell’ordine di idee che qualcosa andrà lasciato per strada. Ecco qualche suggerimento per fare mente locale:</p>
<ul>
<li><strong>cose che (spesso) si considerano superflue ma che sono importanti per una buona carriera universitaria</strong>
<ul>
<li><strong>le ore di sonno</strong><br />
<a href="/news-orientazione/dormire-bene-per-studiare-meglio/" target="_blank" rel="noopener">memoria, concentrazione e capacità cognitive sono influenzate dal sonno</a>, se dormi poco avrai molte più difficoltà di quanto tu possa immaginare, anche sotto il profilo della motivazione</li>
<li><strong>la salute psicofisica</strong><br />
fare sport, mangiare sano e con regolarità sono cose da non sottovalutare per studiare bene e con profitto, così come una buona “ecologia” di pensieri e sentimenti</li>
<li><a href="/news-orientazione/importanza-pause-studio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>distribuire lo studio nel tempo</strong></a><br />
l’università non è il luogo delle “grandi abbuffate” perché la sgobbata dell’ultima ora non consente di entrare a fondo nelle logiche della materia e non permette la persistenza delle informazioni nella memoria</li>
</ul>
</li>
<li><strong>cose che (spesso) si considerano necessarie ma che non servono a studiare bene</strong>
<ul>
<li><strong>avere una penna nuova</strong><br />
eh no, non ti serve posticipare l’inizio dello studio per uscire a comprare una penna, dato che la tua ha ancora una buona metà della carica di inchiostro; questa cosa serve solo a rimandare&#8230; <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></li>
<li><strong>avere tutto il giorno a disposizione</strong><br />
puoi studiare (e bene) anche se non hai tutta la giornata libera (magari hai una visita medica o un impegno di altro tipo), se hai solo alcune ore per studiare, programma uno <em>step</em> calibrato sul tempo che hai e buttati sui libri</li>
<li><strong>l&#8217;ennesimo aperitivo lungo</strong><br />
se divertirsi è sacrosanto, se “staccare la spina” è fondamentale per l’equilibrio, indulgere con la scusa del “ne ho proprio bisogno” è controproducente; concediti tutti gli aperitivi che vuoi ma il terzo aperitivo lungo della settimana no, la tua attività è lo studio e per diventare dottore o dottoressa, qualche piccola rinuncia va fatta</li>
<li><strong>studiare con il cellulare sottomano</strong><br />
anche se non è così facile da comprendere, avere lo smartphone in vista è una fonte di distrazione che mina in maniera fatale la resa nello studio; <a href="/news-orientazione/la-scuola-nellera-della-dopamina/" target="_blank" rel="noopener">spegni cellulare e <em>device</em> vari se vuoi studiare con profitto ed efficienza</a>.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Cosa significa studiare all&#8217;università: faticare</strong></h2>
<p>La fatica è l’essenza dell’impegno universitario. È una parola che ti spaventa? Cambia prospettiva! Sì, perché la fatica può essere davvero bella, specie quando studi ciò che ti piace e che ti fa sentire una persona più completa. Per questo scegliere con consapevolezza è così importante, ed è per questo che il tempo più importante che puoi dedicare a te è quello dell&#8217;orientamento. Mettila così: se fatichi un po&#8217; adesso per capire bene quale sia il corso di studi più adatto per te, faticherai poco durante l&#8217;università perché ogni testo, ogni esercitazione, ogni esame, ti renderà felice e quella che qualcuno chiama fatica, sarà per te solo una bella passeggiata.</p>
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		<item>
		<title>Passione, studio e lavoro</title>
		<link>https://www.orientazione.it/studenti-e-studentesse/passione-studio-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Molfetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2023 09:28:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News orientazione]]></category>
		<category><![CDATA[Studenti e studentesse]]></category>
		<category><![CDATA[passione]]></category>
		<category><![CDATA[barbero]]></category>
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		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C'è chi riconosce da subito la propria passione, chi ci arriva col tempo e con l’esperienza a capire ciò che più dà gratificazione ed entusiasmo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.orientazione.it/studenti-e-studentesse/passione-studio-lavoro/">Passione, studio e lavoro</a> proviene da <a href="https://www.orientazione.it">OrientAzione</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-6"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont"><div class="uncode_text_column" ></p>
<h2><strong>Studiare per passione</strong></h2>
<p><em>“Se vuoi costruire una nave non devi per prima cosa affaticarti a chiamare la gente a raccogliere la legna e a preparare gli attrezzi; non distribuire i compiti, non organizzare il lavoro. Ma invece prima risveglia negli uomini la nostalgia del mare lontano e sconfinato. Appena si sarà risvegliata in loro questa sete si metteranno subito al lavoro per costruire la nave.” </em>Antoine de Saint-Exupéry. Il piccolo principe, 1943.</p>
<p>Magari c’è qualcuno che sin da subito sa di <em>cosa ha sete</em>, c’è chi invece ci arriva col tempo, col metodo, l’esperienza a capire <strong>ciò che più gli dà gratificazione</strong> <strong>ed entusiasmo</strong>.  Questa distinzione si nota chiaramente in ambito scolastico: ci sono alunni e alunne che riconoscono presto una passione verso una o l’altra materia; e c’è chi sembra studiare solo per dovere, perché l’oggetto di studio non suscita interesse o il metodo di apprendimento non mette in risalto le qualità. Esiste allora un modo che faccia appassionare e <strong>approfondire nozioni e materie sulla spinta di un vero interesse</strong> e non solo perché percepito come dovere?</p>
<p>Come abbiamo già avuto modo di approfondire nell’articolo sugli <a href="https://www.orientazione.it/news-orientazione/stili-di-apprendimento-la-guida-da-scaricare/">stili di apprendimento</a>, non esiste un’unica modalità. Nelle scuole si ripropone spesso lo schema di insegnamento che si basa sulle intelligenze multiple. Chi fa ricerca sulle facoltà cognitive in età scolastica porta avanti, in alternativa, la teoria secondo cui <strong>a personalità cognitive diverse corrispondono stili di apprendimento diversi, </strong>e scuole e università si stanno muovendo sempre più in questa direzione (se vuoi approfondire <a href="https://www.orientazione.it/news-orientazione/stili-di-apprendimento-la-guida-da-scaricare/">scarica la guida agli stili cognitivi</a>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Passioni, stili, studio</strong></h2>
<p>Ognuno nutre interesse verso qualcosa e ha la propensione a voler conoscere una teoria, il funzionamento di una galassia, il contenuto di un libro, il processo di vita di una pianta, una forma geometrica. Allo stesso tempo ognuno è predisposto ad apprendere in modo differente secondo schemi cognitivi definiti, qualunque sia l’oggetto di studio. Quindi, alla domanda: “<em>Chi ha passione per lo studio?</em>” si trova risposta nella stessa <strong>etimologia della parola studiare</strong>.</p>
<p><em>Studère,</em> dal latino, significa dedicarsi all’apprendimento, applicarsi e approfondire, sia &#8211; più filosoficamente &#8211; &#8220;amare&#8221;, quindi indica predisposizione alla diligenza, alla cura, al <a href="https://unaparolaalgiorno.it/significato/desiderio"><strong>desiderio</strong></a><strong> e alla </strong><a href="https://unaparolaalgiorno.it/significato/passione"><strong>passione</strong></a>. Capiterà in ambito scolastico o extra scolastico di studiare o dedicarsi a qualcosa: amare e desiderare di conoscere ciò che ci circonda e ciò con cui facciamo esperienza quotidianamente è insito nell’essere umano, sin dai tempi antichi.</p>
<h2><strong> </strong></h2>
<h2><strong>Fare della passione un lavoro </strong></h2>
<p>E se la passione diventasse un lavoro? Svolgere quotidianamente un’attività che gratifica è un <strong>antidoto contro lo stress </strong>poiché c’è maggiore stimolo a dare il meglio di sé stessi. In questo modo si ha sempre un ritorno positivo verso le persone che ci circondano.</p>
<p>Per far ciò, ci vuole sicuramente caparbietà, determinazione e consapevolezza di sé stessi. E tu? Per prima cosa potresti individuare cosa ti piace, e successivamente capire come formarti e quali mezzi occorrono per raggiungere l’obiettivo.</p>
<p>Non aver timore di <strong>manifestare il tuo interesse</strong>, farlo è un passo per rendere la passione un lavoro, come testimonia in un’ <a href="https://www.bonculture.it/culture/teatro/la-storia-umana-di-alessandro-barbero-faccio-trasparire-la-mia-passione-in-modo-molto-diretto/">intervista il professore di Storia medievale, Alessandro Barbero</a>. Studioso, divulgatore, con un conclamato successo sui social, in tv, nel mondo dei podcast, continua a riempire intere aule raccontando la storia con una tale passione e vivacità da risultare magnetico per chiunque, interessato o meno alla materia. Un chiaro esempio di chi si appassiona e restituisce a chi beneficia del suo lavoro, un senso di leggerezza e profonda dedizione verso ciò che si ama.</p>
<p>Non solo Barbero: Elena racconta in un’intervista che è riuscita a unire la sua <a href="https://www.orientazione.it/matematica/dottoranda-in-matematica/">passione per la matematica e per la scrittura</a> creandosi uno spazio nel settore della comunicazione, per divulgare e parlare di matematica con un linguaggio accessibile a diversi tipi di pubblico. Come Elena ci sono molte storie di persone che attraverso la creatività hanno trovato l’opportunità di <strong>tracciare un percorso personalizzato di lavoro.</strong> Puoi trovare altre storie come quella di Elena sul portale Orientazione, nella sezione <a href="https://www.orientazione.it/studenti/storie-professionali/">Storie professionali</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>E se la passione svanisce?</strong></h2>
<p>Bisogna aver cura per le cose che si amano per fare in modo che siano durature nel tempo. Sì, seguire le <strong>passioni dovrebbe essere la linea-guida per ciascuno</strong> ma non è sempre così. Anche le <strong>passioni mutano o semplicemente&#8230; svaniscono</strong>. In questo caso guardati dentro e via con la ricerca di nuovi orizzonti!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Non sempre si può trasformare la passione in lavoro</strong></h2>
<p>Tieni presente che non sempre è possibile fare della passione un lavoro. Se ti capiterà di svolgere attività diverse dalla tua passione ricorda di guardare il bicchiere mezzo pieno perché la soddisfazione per ciò che fai è qualcosa che, con l’atteggiamento giusto, potrai trovare sempre.</p>
<p>Poi, chissà&#8230; magari il percorso di studio o il lavoro che farai ti appassioneranno oltre ogni aspettativa. L&#8217;importante è guardare il bicchiere mezzo pieno, perché quando la sete si risveglia c’è bisogno di acqua!</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-6" data-row="script-row-unique-6" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-6"));</script></div></div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Come motivarsi nello studio universitario?</title>
		<link>https://www.orientazione.it/news-orientazione/motivarsi-nello-studio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Molfetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2023 08:44:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Studenti e studentesse]]></category>
		<category><![CDATA[News orientazione]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione di competenza]]></category>
		<category><![CDATA[studiare]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Lucangeli]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
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		<category><![CDATA[effectance]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando il gioco si fa duro… bisogna cercare l’approccio che funziona! 😉 </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-7"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont"><div class="uncode_text_column" ><p><i><span data-contrast="auto">Quando il gioco si fa duro… bisogna cercare l’approccio che funziona! </span></i><span data-contrast="auto"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Quando si passa dalla scuola superiore all’università, anche se si è forti di un percorso di studio solido, è necessario riorganizzare le giornate, i metodi e le spinte motivazionali. Abbiamo già affrontato il dubbio “</span><a href="http://news-orientazione/saro-in-grado-di-studiare-alluniversita/"><i><span data-contrast="none">ma… sarò in grado di studiare all’università?</span></i></a><i><span data-contrast="auto">”</span></i><span data-contrast="auto">, dando suggerimenti e riferimenti. Oggi ci occupiamo di quella cosa che è motore di qualsiasi attività: la </span><b><span data-contrast="auto">motivazione</span></b><span data-contrast="auto">.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p aria-level="2"><b><span data-contrast="none">Motivarsi a studiare, apprendere, faticare sui libri</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559738&quot;:40,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Tutto ciò che ti porta ad </span><b><span data-contrast="auto">attivarti per raggiungere uno scopo</span></b><span data-contrast="auto"> (dalla lode accademica all’alzarti dal letto al mattino) è ciò che comunemente si intende per motivazione. Già dal suono della parola, che rivela assonanze con il concetto di “movimento”, puoi capire bene che la motivazione ti “spinge” a fare; è altrettanto vero che spesso &#8211; sia per problemi oggettivi, sia perché</span><b><span data-contrast="auto"> ogni persona è straordinariamente capace di crearsi alibi</span></b><span data-contrast="auto"> &#8211; la motivazione non è una spinta sufficientemente forte. Come fare in questi casi?</span><br />
<span data-contrast="auto">Uno dei requisiti indispensabili per lavorare sulla propria motivazione è l’onestà, l’onestà con sé stessi: sai bene che i mille pensieri che fai e che ti portano a procrastinare lo studio non sono altro che “fuffa”; </span><b><span data-contrast="auto">onestà significa guardarti allo specchio e dirti chiaramente che tutti questi pensieri vanno cambiati perché ti raccontano una storia falsa</span></b><span data-contrast="auto">.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p aria-level="2"><b><span data-contrast="none">Come motivarsi nello studio universitario: n° 1 la semplicità</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559738&quot;:40,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">È possibile che anche nella tua vita ci siano stimoli e sovrastimoli, a partire dalla </span><b><span data-contrast="auto">presenza immancabile dello </span></b><b><i><span data-contrast="auto">smartphone</span></i></b> <span data-contrast="auto">e delle sue notifiche. È possibile che il tuo stile di navigazione in rete sia fatto da zig-zag paralleli tra una finestra e l’altra o tra una app e l’altra. È possibile che tu faccia spesso mille cose assieme. Ok, ottimo ma… il cervello chiede altro, ha bisogno di altro: </span><b><span data-contrast="auto">il cervello anela la semplicità</span></b><span data-contrast="auto">.</span><br />
<span data-contrast="auto">Quello che puoi fare è allora togliere, sfalciare, eliminare tutto per ripartire da capo facendo una cosa alla volta. Se spegni il telefonino, se metti in ordine la stanza in cui studi, se provi la bellezza delle cose fatte “in fila indiana”, scoprirai che la mente diventa più quieta e che sarà facile concentrarti. </span><b><span data-contrast="auto">Eliminare le distrazioni funziona!</span></b><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p aria-level="2"><b><span data-contrast="none">Come motivarsi nello studio universitario: n° 2 la chiarezza</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559738&quot;:40,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Parente della semplicità, la chiarezza è una delle cose che ti serve per creare l’ambiente giusto in cui far sbocciare la motivazione. Chiarezza significa, in parole povere:</span><b><span data-contrast="auto"> scrivi i tuoi traguardi</span></b><span data-contrast="auto">. Ci sono punti d’arrivo a </span><b><span data-contrast="auto">lungo termine</span></b><span data-contrast="auto"> (“Voglio laurearmi”), a </span><b><span data-contrast="auto">medio termine </span></b><span data-contrast="auto">(“Voglio superare l’esame di letteratura contemporanea”), a </span><b><span data-contrast="auto">breve termine </span></b><span data-contrast="auto">(“Voglio finire il testo di psicologia generale”) e </span><b><span data-contrast="auto">obiettivi quotidiani </span></b><span data-contrast="auto">(“Voglio studiare 30 pagine per poi andare a giocare a padel”). Bene, avere e s</span><b><span data-contrast="auto">crivere nero-su-bianco obiettivi chiari e raggiungibili aiuta la motivazione</span></b><span data-contrast="auto"> per 2 motivi: il primo è che la mente è libera di impegnarsi nei singoli compiti senza dover continuamente ricordare e rimuginare sugli obiettivi stessi e le priorità; il secondo è che vedere scritto un traguardo è di per sé motivante, infatti se hai scritto una cosa di tuo pugno la mente ti spingerà a studiare per non farti andare incontro a una delusione (</span><b><span data-contrast="auto">a ogni persona piace mantenere ciò che ha promesso</span></b><span data-contrast="auto">).</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p aria-level="2"><b><span data-contrast="none">Come motivarsi nello studio universitario: n° 3 l’organizzazione</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559738&quot;:40,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Beh, ci son persone che sballano per organizzare tutto, altre che sono letteralmente insofferenti agli schemi. E c’è l’università, che chiede </span><b><span data-contrast="auto">almeno un po’ di organizzazione nello studio </span></b><span data-contrast="auto">per essere portata a termine con successo. Quindi, con il grado di strutturazione che preferisci, </span><b><span data-contrast="auto">inizia a programmare cosa e quando studierai</span></b><span data-contrast="auto">. Questo tipo di attività – ripetiamo: su misura per i propri bisogni – ha l’effetto di tranquillizzare e ti permette di affrontare una sessione di studio senza troppo chiacchiericcio mentale.</span><br />
<span data-contrast="auto">Se te la senti (cioè se percepisci che ti è utile) definisci anche gli </span><i><span data-contrast="auto">slot</span></i><span data-contrast="auto"> di studio (25 minuti, 35 minuti, 1 ora, oppure 1 capitolo, 20 pagine ecc.) da coprire prima di concederti una pausa.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p aria-level="2"><b><span data-contrast="none">Come motivarsi nello studio universitario: n° 4 il resto della vita</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559738&quot;:40,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Su questo abbiamo scritto un post che ti suggeriamo di leggere: </span><a href="http://news-orientazione/come-bilanciare-lo-studio-universitario-con-il-resto-degli-impegni-e-della-vita/"><span data-contrast="none">Come bilanciare lo studio universitario con il resto degli impegni (e della vita)?</span></a><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p aria-level="2"><b><span data-contrast="none">Come motivarsi nello studio universitario: n° 5 il gioco di potere</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559738&quot;:40,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Piaccia o meno, quello con la de-motivazione è sempre un gioco di potere e per vincere puoi usare qualche trucchetto </span><span data-contrast="auto"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f60a.png" alt="😊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span><span data-contrast="auto">. Per esempio, puoi scegliere di cambiare le carte in tavola e quando sei per l’ennesima volta su Instagram e vedi che il pomeriggio sta passando, puoi fare una mossa inaspettata come </span><b><span data-contrast="auto">alzarti improvvisamente e compiere qualcosa di insolito</span></b><span data-contrast="auto"> come aprire di colpo la finestra (o lavarti i denti, simulare un tiro da 3 punti a basket, fare qualche flessione sulle braccia…). Ebbene, in questo modo spezzerai il predominio della de-motivazione, sposterai l’equilibrio e sarà molto più semplice prendere la decisione di iniziare a studiare. Se non ci credi… provaci e vedrai!</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p aria-level="2"><b><span data-contrast="none">Come motivarsi nello studio universitario: n° 6 il piacere di apprendere</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559738&quot;:40,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Anche se stai preparando un esame che proprio non digerisci, puoi </span><b><span data-contrast="auto">spostare l’attenzione su altri elementi che ti aiutano a recuperare il piacere di apprendere</span></b><span data-contrast="auto">. Si sa che se c’è gioia, se c’è soddisfazione, tutto viene meglio, e allora se stai studiando una disciplina che ti richiede di imparare a memoria un sacco di definizioni ma odi i compiti mnemonici, prova a gioire del tuo livello di preparazione quando ti accorgi di aver imparato un bel po’ di cose a mente! </span><b><span data-contrast="auto">Sposta cioè dall’obiettivo al processo il fuoco dell’attenzione</span></b><span data-contrast="auto">. Fidati: funziona!</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p aria-level="2"><b><span data-contrast="none">Come motivarsi nello studio universitario: n° 7 conoscersi e ri-conoscersi</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559738&quot;:40,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">La macro-suddivisione più popolare negli studi sulla motivazione è quella tra </span><b><span data-contrast="auto">motivazione intrinseca</span></b><span data-contrast="auto"> ed </span><b><span data-contrast="auto">estrinseca</span></b><span data-contrast="auto">. La prima si nutre del semplice studiare, la seconda trova esaltazione nel raggiungimento di un obiettivo, una lode o per scongiurare una situazione spiacevole come una brutta figura di fronte all’aula gremita durante l’esame.</span><b><span data-contrast="auto"> Ecco, domandati chi sei, cosa funziona per te e lavora per trovare le parole giuste, quelle che servono a muovere le leve della tua motivazione</span></b><span data-contrast="auto">. È inutile continuare a raccontarti la favoletta che studiare è bello se appartieni alla categoria di persone animate per lo più da motivazione estrinseca, raccontati piuttosto quanto sia importante avere un diploma di laurea!</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p aria-level="2"><b><span data-contrast="none">La motivazione: qualche spunto per capirne di più</span></b><span data-ccp-props="{&quot;134245418&quot;:true,&quot;134245529&quot;:true,&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559738&quot;:40,&quot;335559739&quot;:0,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">“La motivazione, può essere definita come un insieme di spinte interne e di pressioni esterne che promuovono il desiderio di impegnarsi nello studio, contrapposte ad altre che determinano un allontanamento e la tendenza all’evitamento” scrive </span><a href="https://www.orientamentoirreer.it/sites/default/files/materiali/2011%20MIUR%20lucangeli.pdf"><span data-contrast="none">Daniela Lucangeli</span></a><span data-contrast="auto">, e la definizione in questo caso è puntuale e precisa. Oltre ai concetti di motivazione intrinseca ed estrinseca, altri asset teorici di rilievo sono la cosiddetta “</span><b><span data-contrast="auto">motivazione di competenza</span></b><span data-contrast="auto">” (</span><i><span data-contrast="auto">effectance</span></i><span data-contrast="auto">) che scaturisce dal </span><b><span data-contrast="auto">desiderio di sentirsi capaci di fare bene qualcosa</span></b><span data-contrast="auto">, desiderio ampiamente diffuso fra le persone; la </span><b><span data-contrast="auto">motivazione positiva</span></b><span data-contrast="auto"> che descrive un comportamento motivato dal desiderio di raggiungere un risultato, e </span><b><span data-contrast="auto">negativa</span></b><span data-contrast="auto">, che è alimentata dalla voglia di evitare conseguenze spiacevoli. C’è poi la </span><b><span data-contrast="auto">motivazione di base</span></b><span data-contrast="auto">, ovvero il livello motivazionale di ogni persona, che è più o meno stabile indipendentemente dai periodi e dalle situazioni.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">E adesso… corri a studiare!!!</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559739&quot;:160,&quot;335559740&quot;:259}"> </span></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-7" data-row="script-row-unique-7" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-7"));</script></div></div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>Ma… quanto devo studiare per fare l&#8217;università?</title>
		<link>https://www.orientazione.it/news-orientazione/quanto-studiare-universita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Molfetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Sep 2023 14:03:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News orientazione]]></category>
		<category><![CDATA[Studenti e studentesse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Concludere un programma d’esame nei tempi previsti e con la giusta preparazione, necessita di impegno, dedizione e soprattutto, di ricerca del tempo (non quello perduto!) oltre a un proprio metodo di studio.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-8"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont"><div class="uncode_text_column" ><p><em>Portare a casa una giornata di studio e, settimana dopo settimana, concludere un programma d’esame nei tempi previsti e con la giusta preparazione, necessita di impegno, dedizione e soprattutto, di ricerca del tempo (non quello perduto!) oltre a un proprio <strong>metodo di studio</strong>. Se ci fosse una formula matematica in grado di rivelare la perfetta suddivisione del tempo (e degli sforzi) rispetto agli obiettivi da raggiungere, potremmo parlartene e chiudere l’articolo qua. Ma così non è, dobbiamo ricercare sperimentare e affinare, perché più che di quantità di ore, bisogna far in modo <strong>che il tempo</strong> (lungo o breve) <strong>sia di qualità</strong>!</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Da dove partire?</strong></h2>
<p>Durante gli anni di scuola superiore facciamo esperienza nella pratica dello studio, rispetto agli anni precedenti i programmi sono più ricchi nei contenuti, negli approfondimenti, nella comprensione di un linguaggio sempre più specifico e siamo sottoposti frequentemente a verifiche. C’è chi ha sperimentato la modalità per cui la massima attenzione durante le ore di spiegazione in classe è già buona parte del lavoro svolto, c’è chi necessita di dedicare più momenti della giornata a riletture, sottolineature, approfondimenti e ripetizioni a voce.</p>
<p>Metodi diversi ma ugualmente validi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Cambio di scena</strong></h2>
<p>Cosa cambia dallo studio delle superiori a quello universitario? Beh, intanto, hai scelto il filone di materie da studiare. Certo, non è detto che affronterai tutto con lo stesso <em>mood</em>, può capitare. Ma hai una spinta in più data da motivazione e curiosità per le nuove materie.</p>
<p>Poi, le sessioni di esami sono definite in un calendario annuale. Sai sin da subito quali esami sostenere, in quale periodo, la bibliografia da studiare. Hai piena autonomia nella gestione del tempo.</p>
<p>Tra una lezione e l’altra hai diversi ritagli di tempo per leggere e sfogliare gli appunti. Puoi parlare della materia con colleghi e colleghe che studiano davanti a un caffè o intercettare gli stessi prof. tra i corridoi dell’ateneo per chiedere informazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Costruisci il tuo piano di studio</strong></h2>
<p>Se volessimo associare il metodo di studio alle costruzioni Lego, emergerebbero spunti fondamentali per organizzare il tempo. <strong>Auto-motivazione</strong> e <strong>autonomia nella gestione del tempo</strong> sono alleati preziosi per affrontare una giornata di studio con produttività.</p>
<p>Ti suggeriamo altri elementi su cui riflettere per costruire il tuo piano di studio.</p>
<h3><strong>Memoria</strong></h3>
<p>Quanta ne hai? Ricordi i compleanni di tutte le persone che conosci oppure senza agenda non puoi vivere? Ecco, avere capacità di memoria abbrevia sicuramente il tempo di apprendimento delle nozioni.</p>
<h3><strong>Materiale di studio</strong></h3>
<p>Ti piace studiare con gli appunti raccolti sul pc o ti affezioni ai libri e alle scritte a matita al bordo delle pagine? Qualsiasi preferenza tu abbia, raccogli e predisponi tutti i materiali in largo anticipo, per avere tutto a disposizione sin dal giorno zero della preparazione all’esame.</p>
<h3><strong>Studiare in solitudine oppure in gruppo? </strong></h3>
<p>La suddivisione dei compiti, il confronto immediato con chi, come te, sta preparando un esame può essere una buona componente per rendere produttiva la giornata di studio. Certo, dovrete trovare la sintonia e un ritmo di studio affine per arrivare al traguardo ma i vantaggi saranno tangibili.</p>
<h3><strong>A casa o in aula studio? </strong></h3>
<p>C’è chi crede che a casa si perda tempo, tra spostamenti vari dalla stanza alla cucina, e sia meglio l ‘aula studio per condividere tutti in silenzio, come in un grande rito collettivo, lo stesso destino.</p>
<h3><strong>Mattina o sera?</strong></h3>
<p>Hai lo sprint con la luce del mattino e ti senti che potresti scalare l’Everest? Oppure per te si potrebbe agire solo dal tramonto in poi? Dimmi cosa ti piace e ti dirò quando studiare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Miti e teorie</strong></h2>
<p>Raggiungere il successo attraverso l’impegno e – soprattutto – con quali strumenti è una questione che tocca la vita di chiunque ed è oggetto di diversi studi. Dallo sport alla psicologia, fino alla sociologia, ma qui andiamo oltre e tiriamo in causa persino la mitologia. Non solo: per te un accenno al cosiddetto “<em>flow</em>” (stato in cui ti auguriamo di trovarti ogni volta che studi!).</p>
<h3><strong>Milone di Crotone</strong></h3>
<p>Mione è stato il più famoso atleta greco dell’antichità, celebre per il numero di vittorie ottenute nelle gare di Olimpia. I suoi allenamenti, secondo la leggenda, si basavano su un principio di <strong>progressività e adattamento</strong>. Nella pratica ogni giorno sollevava sulle spalle un vitellino e aspettava che l&#8217;animale crescesse per ripetere l’allenamento. La “scheda” prevedeva di aumentare costantemente il carico (il peso del vitello), in modo che il corpo si adattasse diventando ogni giorno più forte.</p>
<p>Non dovrai sollevare alcun vitello, chiaro. Il punto è: imitare Milone, ad esempio cominciando il programma di studio, in anticipo, con poche ore di studio al giorno e aumentando la mole fino al giorno dell’esame. Il metodo di Milone potrebbe rivelarsi un metodo valido.</p>
<h3><strong>Teoria del flusso</strong></h3>
<p>Come sostiene lo psicologo ungherese Mihály Csíkszentmihályi: <em>“Quando siamo attivi e impegnati in qualcosa di rilevante che possiamo raggiungere il nostro picco emozionale e mentale. I momenti migliori delle nostre vite […] sono quando il corpo e la mente di una persona sono portati al proprio limite in uno sforzo volontario per realizzare qualcosa di difficile e meritevole”.</em></p>
<p>Emerge un altro elemento importante da queste parole: la <strong>concentrazione. </strong>La concentrazione è una continua lotta contro sé stessi e contro la naturale propensione a rispondere a tutti gli impulsi che ci circondano.</p>
<p>Quindi cosa ci spinge a concentrarsi e come mai è così importante nella ricerca di un metodo di studio?</p>
<p>Secondo la <a href="https://positivepsychology.com/what-is-flow/">teoria del flusso (flow</a>) elaborata da Csíkszentmihályi: la <strong>completa immersione in un compito</strong> che può essere vissuto durante lo svolgimento di attività, ci restituisce uno stato psicologico soggettivo di massima <strong>positività e gratificazione</strong>.</p>
<p>In relazione all’attività-studio, la totale concentrazione immersiva, tale da dimenticare tutto il resto, è uno stato, che non solo si rivela proficuo ai fini dell’apprendimento, ma restituisce a livello emozionale <em>input</em> positivi e maggior determinazione per il raggiungimento dell’obiettivo. Infatti, la capacità dell&#8217;essere umano di rimanere in stato di flusso ha un forte <a href="https://youtu.be/I_u-Eh3h7Mo" target="_blank" rel="noopener">impatto sulla sua felicità</a>, sostiene Csikszentmihalyi</p>
<p><strong>Concentrarsi può rendere felici. </strong>Non ci credi? Guarda cosa succede a Michael Jordan quando raggiunge il flow durante la partita del 1986 tra <a href="https://euc-word-edit.officeapps.live.com/we/Boston%20Celtics%20e%20Chicago%20Bulls">Boston Celtics e Chicago Bulls</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Hai mai sentito parlare di CFU?</strong></h2>
<p>Nel sistema universitario a ogni esame è associato un numero di <strong>CFU</strong> (<strong>Crediti Formativi Universitari</strong>) che stimano quantitativamente il <strong>tempo di lavoro</strong> necessario a completare l’attività. Un singolo CFU corrisponde <strong>a circa 25 ore di lavoro</strong>: lezioni, esercitazioni e studio. Gli esami hanno in questo modo un peso diverso e puoi avere idea, più o meno, del tempo di preparazione di ciascun esame a seconda dei CFU. Utile per il tuo piano di studio, no?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A fine lettura, avrai capito che non c’è una metodologia esatta e valida per chiunque.<br />
Ci sono però spunti e riflessioni che possono aiutarti. E più passa il tempo e ti dedicherai allo studio, più riconoscerai le tue qualità, acquisendo competenze e perfezionando le tecniche migliori per te. Di questo siamo certi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Buon studio e&#8230; trova il tuo flow <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />. E poi torna qua e facci sapere quante ore dedichi allo studio in una giornata-tipo!</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-8" data-row="script-row-unique-8" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-8"));</script></div></div></div>
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		<title>Sarò in grado di studiare all&#8217;università?</title>
		<link>https://www.orientazione.it/news-orientazione/saro-in-grado-di-studiare-alluniversita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Molfetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Aug 2023 15:02:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News orientazione]]></category>
		<category><![CDATA[Studenti e studentesse]]></category>
		<category><![CDATA[ansia da esame]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[autoefficacia]]></category>
		<category><![CDATA[studenti studentesse]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[studiare]]></category>
		<category><![CDATA[laurea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli studi accademici sono una scelta che a volte si scontra con il timore di non essere capaci di studiare e superare gli esami. Ma… perché non provarci</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.orientazione.it/news-orientazione/saro-in-grado-di-studiare-alluniversita/">Sarò in grado di studiare all&#8217;università?</a> proviene da <a href="https://www.orientazione.it">OrientAzione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-9"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont"><div class="uncode_text_column" ><p><em>Gli studi accademici sono una scelta che a volte si scontra con il timore di non essere capaci di studiare e superare gli esami. Ma… perché non provarci?</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Beh, in fin dei conti… se non ci provi non lo saprai mai <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />!<br />
Anche lo studio universitario, così come tutte le cose da affrontare nella vita, è qualcosa che si può superare e che in caso di non riuscita, può rendere più forti e consapevoli. Abbiamo già parlato, qui su Orientazione, di <a href="https://www.orientazione.it/news-orientazione/e-se-mi-blocco-allesame/">ansia da esame</a>; oggi andiamo ad approfondire i dubbi amletici di tanti studenti e studentesse…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Sarò in grado di studiare all&#8217;università? Partiamo dall’autostima</strong></h2>
<p>Il timore di non essere in grado di affrontare l’università può legarsi a un senso della stima di sé non troppo forte. L’immagine che ogni persona ha di sé e delle proprie capacità è ciò che si chiama <strong>autostima</strong>, che è sempre un mix fra elementi come:</p>
<ul>
<li>periodi della vita<br />
<em>è possibile che in alcune fasi ci si senta meno confidenti nelle proprie capacità e in altri si abbia maggior fiducia in ciò che si può fare</em></li>
<li>feedback da parte delle altre persone<br />
<em>quando si ricevono complimenti il senso di fiducia in sé si rafforza, quando si ricevono critiche continue si può vacillare</em></li>
<li>paragoni<br />
<em>è naturale confrontarsi con chi ci circonda e con chi si incontra, questi confronti ci aiutano a comprendere limiti e punti di forza di noi stessi</em></li>
<li>contesto<br />
<em>una persona spavalda e sicura di sé può temere un bagno in piscina, se non sa nuotare; a seconda della situazione la stima di sé può cambiare</em></li>
<li>autovalutazione<br />
<em>è il modo in cui interpretiamo noi stessi, l’efficacia delle nostre azioni, le nostre capacità potenziali; questo giudizio risente in maniera determinante del modo in cui interpretiamo le cose, per esempio se attribuiamo un successo alla fortuna tenderemo a non rinforzare l’autostima, cosa che invece accade se ci riconosciamo meriti quali impegno o capacità.</em></li>
</ul>
<p><strong>L’autostima è quindi qualcosa di realmente complesso, dinamico, con una grande componente legata alle relazioni</strong>. Un ruolo importante, ovviamente, può essere ricoperto dai periodi dell’infanzia e dell’adolescenza, quando <strong>il rapporto con la famiglia contribuisce a formare un’immagine di sé</strong> che rimane, almeno sullo sfondo, per tutta l’esistenza. Attenzione però: come ogni cosa che riguarda la mente e la sfera psicologica, <strong>l’autostima è qualcosa su cui si può lavorare</strong> e che può essere accresciuta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Sarò in grado di studiare all&#8217;università? Le conseguenze di una bassa autostima</strong></h2>
<p>Quando l’autostima non eccelle ci si sente preda dell’<strong>insicurezza</strong> ed è difficile prendere decisioni, il “rimuginìo” prende il controllo e ci si “incarta”. È questa la prima conseguenza di una bassa autostima (ed è ben comprensibile come non sia proprio un buon viatico per affrontare un percorso impegnativo come quello universitario). Questa visione si riflette sul modo di guardarsi, che ne risente e si permea di pessimismo.</p>
<p>Può capitare che il correlato di una bassa autostima sia il <strong>senso di colpa</strong>, al fine la bassa autostima porta a non mettere entusiasmo nelle cose.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Sarò in grado di studiare all&#8217;università? La differenza fra autostima e autoefficacia</strong></h2>
<p>La differenza fra <strong>autostima</strong> e <strong>autoefficacia</strong> è un po’ la differenza che c’è tra il dire e il fare… Pur essendo concetti simili, nel caso dell’autostima sono in gioco le narrazioni che si fanno su di sé relative all’<strong>essere</strong> (<strong>sentirsi apprezzati, considerati, adeguati</strong>), nel caso dell’autoefficacia entra in gioco la convinzione di essere in grado (o meno) di raggiungere un obiettivo o portare a termine un determinato compito siamo quindi nel dominio del <strong>fare</strong>). Per superare gli ostacoli è importante avere una buona autostima ma lo è altrettanto <strong>stare nella convinzione di potercela fare</strong> (avere cioè fiducia nei propri mezzi, nelle proprie capacità).</p>
<p>Per tornare al caso menzionato poco fa, una persona spavalda che non sa nuotare avrà un senso di autoefficacia piuttosto basso se posta di fronte alla prospettiva di una gara a stile libero… A parti invertite, un pianista appena uscito dal conservatorio a pieni voti può decidere di non affrontare il pubblico di una sala da concerto per una autostima bassa e pervasiva, mentre può essere in grado di fare cose grandiose in sala di registrazione, ambiente ristretto e protetto.</p>
<p>Puoi lavorare sia sull’autostima (se credi di avere un’immagine di te svalutante o sei spesso preda dell’insicurezza), sia sull’autoefficacia. Perché c’è una buona notizia… <strong>accrescere autostima e autoefficacia si può</strong>!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Sarò in grado di studiare all&#8217;università? Come far crescere il senso di autoefficacia</strong></h2>
<p><strong>Orientazione</strong>, con i suoi strumenti è un ottimo aiuto per sostenere la crescita della tua autostima:</p>
<ul>
<li>la <strong>PPS</strong> (Prove di Posizionamento) ti restituiscono un’immagine delle tue competenze in relazione al resto della popolazione studentesca, potresti scoprire di non essere così male <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> (in caso contrario avrai la possibilità di prepararti al meglio)</li>
<li>i <strong>MOOC</strong> ti aiutano ad approfondire discipline specifiche, e si sa, più si studia, più si è determinati.</li>
</ul>
<p>Il<strong> confronto con docenti</strong> e persone che come te si avvicinano allo studio universitario, può farti <strong>capire i tuoi punti di forza</strong>, che sono quelli da cui partire per <strong>migliorare la preparazione e acquisire sicurezza</strong>.</p>
<p>In buona sostanza l’autoefficacia la si incrementa <strong>preparandosi</strong>, <strong>esercitandosi</strong> e constatando (al momento in cui la si raggiunge) che si ha un buon livello di preparazione.</p>
<p>Altro caso: e… se la persona con un senso di autoefficacia piuttosto scarso non sei tu? In questa situazione <strong>l’aiuto che puoi fornire è affiancare, studiare ed esercitarti assieme</strong> alla tua amica o al tuo amico, suggerendo le risorse di Orientazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Sarò in grado di studiare all&#8217;università? Come trovare l’autostima</strong></h2>
<p>Come detto <strong>l’autostima è qualcosa di complesso, ma si può fare davvero tanto per conquistarla</strong>. Di fronte a qualcuno che non ha grande stima di sé puoi <strong>sostenere i suoi sforzi, incoraggiare, riconoscere (complimentandoti) ogni suo piccolo passo</strong>.</p>
<p>Se la poca autostima è cosa tua, puoi iniziare a <strong>far l’elenco di tutti i pregi che hai</strong> (eh sì, anche tu ne possiedi!), proseguire con <strong>l’elenco di quelli che consideri limiti</strong> e stilare infine <strong>una lista di 3/4 caratteristiche che vorresti avere</strong>. Prova poi a volerti un po’ più bene, <strong>dando evidenza a ciò che sai fare</strong> e ai successi che hai ottenuto. Passa quindi a darti obiettivi: acquisire le caratteristiche che desideri, limare i punti deboli; fai un piano d’azione e prova a impegnarti, i risultati arriveranno.</p>
<p>Detto ciò, esci dal tuo guscio e prova, a piccoli passi, a <strong>confrontarti con compiti che pensi di non essere in grado di fare</strong> (bastano cose semplici, come decidere di sorridere alla prima persona che incontri); <strong>ogni piccolo passo ti aiuta a essere più consapevole delle tue qualità</strong> e rinforza il senso di autostima.</p>
<p>C’è poi una questione con cui oggi è difficile fare i conti: <strong>il fallimento</strong>. <strong>Non riuscire a fare qualcosa è assolutamente normale, fa parte del gioco e… sì: tutti – ma proprio tutti &#8211; nella vita falliscono</strong>. Persa un’occasione, se ne presenterà un’altra!</p>
<p>Altra cosa: <strong>la fatica</strong>. Per riuscire in qualcosa c’è bisogno di uno sforzo, che in alcuni casi è destinato a prolungarsi nel tempo, questo va capito e accettato, mettendosi su di buona lena.</p>
<p>E poi ancora: <strong>la paura</strong>. Temere di non farcela è qualcosa che riguarda tutti, ma la paura può aiutare a portarci al meglio della preparazione, non va vista esclusivamente come una nemica.</p>
<p>Infine: <strong>come te la racconti</strong>? Se ti accorgi che i tuoi discorsi sono infarciti di giustificazioni, forse stai un po’ esagerando e ti stai creando alibi. Siamo bravi, tutti, a crearci teorie per cui “È meglio che questa cosa non la faccia per tutti questi motivi…” oppure “Non posso proprio fare questa cosa perché…” in modo da giustificare il non-agire. Ebbene, queste scuse sono valide, per lo più, solo a livello teorico ma prova a illustrare le tue motivazioni a qualcun altro e… vedi se reggono <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />. Vedrai che molte delle argomentazioni che, quando “te la racconti” sembrano lineari, appariranno inconsistenti se dette a parole.</p>
<p>Se lo ritieni, appoggiati a una figura professionale in grado di sostenere il tuo cammino verso una maggiore autostima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Sarò in grado di studiare all&#8217;università? Un nuovo racconto</strong></h2>
<p>Partiamo dall’idea che ogni vicenda della vita sia una narrazione e <strong>proviamo scrivere un nuovo racconto,</strong> ecco i punti principali su cui elaborare la trama:</p>
<ul>
<li>se hai terminato le scuole superiori <strong>non c’è motivo per credere che anche l’università non sia alla tua portata</strong></li>
<li><strong>documentati</strong>, <strong>confrontati</strong>, <strong>studia</strong> per scegliere il corso di laurea giusto per te (l’orientamento serve proprio a questo e spesso le difficoltà universitarie non sono questione di capacità ma di correttezza della scelta)</li>
<li><strong>cerca di capire le tue attitudini</strong>, i tuoi punti di forza e le tue aspirazioni per poter arrivare al momento della decisione nelle condizioni ideali</li>
<li>lavora, <strong>studiando</strong> ed <strong>esercitandoti</strong>, sulle aree in cui ritieni di dover migliorare</li>
<li><strong>all’università scoprirai parti di te</strong> che forse nemmeno sospettavi esistessero; e potrebbero piacerti!</li>
<li><strong>contempla il fallimento</strong>, inseriscilo nel campo delle possibilità perché fallire può capitare (ma si può ripartire!)</li>
<li><strong>preparati alla fatica</strong> ma anche a grandi <strong>soddisfazioni</strong></li>
<li>apriti alla vita sociale, <strong>le persone che incontri hanno bisogno del tuo sorriso</strong> (e… sì, anche tu hai bisogno degli altri)</li>
<li><strong>riconosci i tuoi meriti </strong>e festeggiali</li>
<li>leggi, <strong>leggi molto</strong>, leggere è confrontarsi con idee diverse dalle tue e questo ti aiuta a crescere</li>
<li>il contatto con il mondo universitario è sempre una specie di iniziazione, <strong>prendi tutto questo come un’esperienza</strong> e godine al massimo!</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>E poi… se non ci provi… <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-9" data-row="script-row-unique-9" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-9"));</script></div></div></div>
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		<title>Quali saranno le lauree più utili nel futuro?</title>
		<link>https://www.orientazione.it/news-orientazione/quali-le-lauree-piu-utili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Molfetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2023 08:03:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Studenti e studentesse]]></category>
		<category><![CDATA[News orientazione]]></category>
		<category><![CDATA[lauree]]></category>
		<category><![CDATA[great resignation]]></category>
		<category><![CDATA[quiet quitting]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[conscious quitting]]></category>
		<category><![CDATA[orientazione]]></category>
		<category><![CDATA[laurea]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[competenze]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[orientamento allo studio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno degli aspetti da non trascurare quando si sceglie un corso di laurea è quello della sua spendibilità sul cosiddetto “mercato del lavoro”, ma molto è cambiato… </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-10"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont"><div class="uncode_text_column" ><p><em>Uno degli aspetti da non trascurare quando si sceglie un corso di laurea è quello della sua spendibilità sul cosiddetto “mercato del lavoro”, ma molto è cambiato…</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>I lavori del futuro: non solo lauree ma competenze trasversali</strong></h2>
<p>Eh sì, ancor prima di escludere corsi di laurea perché supponi che non ti sarà possibile andare a fare un determinato mestiere, considera questo: <strong>le università si evolvono</strong>, i corsi di laurea crescono, ciò che si impara è sempre più adeguato al mondo odierno, che richiede una continua rielaborazione dei saperi e delle competenze. <strong>Qualsiasi laurea potrà darti sbocchi lavorativi che nemmeno riesci a immaginare</strong>.<br />
Proprio dalle <strong>competenze</strong> è opportuno partire: cosa si intende quando di parla di “competenze”? Il <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32008H0506(01)">Parlamento Europeo nel 2008</a> tenta di definirle così: “Comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale”; il Grande G (Google) ne parla in questi termini: “Piena capacità di orientarsi in un determinato campo”. La parola ha origini latine e contiene in sé tutto ciò che serve per capirla a fondo, raccoglie infatti il concetto di “<strong>incontro</strong>” e quello di “<strong>direzione verso un obiettivo</strong>”: le competenze sono quindi le <strong>capacità di operare per inseguire una direzione o un risultato </strong>ma sono tanto più elevate quanto più sanno cogliere e integrare puti di vista diversi.<br />
In un futuro sempre più connesso, in cui i confini fra le discipline potrebbero spostarsi o sfumare, è proprio questo che devi considerare:</p>
<ul>
<li>dovrai <strong>conoscere bene ciò che hai studiato</strong></li>
<li>dovrai <strong>saper fare</strong></li>
<li>dovrai <strong>poter interagire</strong> con altre persone e altri metodi</li>
<li>dovrai essere in grado di <strong>aggiornarti</strong></li>
<li>dovrai <strong>conoscere e integrare strumenti diversi </strong>da quelli del tuo mestiere, inserendoli nella tua <em>routine</em>.</li>
</ul>
<p>Per capire meglio basta un esempio banale: per svolgere oggi il mestiere di architetto o architetta è necessario saper <strong>usare con padronanza diversi strumenti informatici</strong>. Le competenze informatiche sono necessarie per qualsiasi professione, anche se niente hanno a che fare con il nucleo di determinati mestieri. Stessa cosa per chi vuole svolgere il lavoro di ortopedico o per le aspiranti astronome, idem per la professione di giornalista o per quello di docente. Al di là dell’uso del computer, un po<strong>’ tutti i mestieri si arricchiscono con nuove competenze che diventano sempre più necessarie</strong>: chi vuol diventare <em>chef</em> deve avere almeno qualche competenza di marketing, chi vuol fare carriera nella ricerca deve essere in grado di leggere, scrivere e parlare bene in inglese.<br />
Il futuro è proprio questo: <strong>partire da un nucleo di conoscenze e abilità, aprendosi e arricchendosi ad altre visioni</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>I lavori del futuro: i grandi processi in atto</strong></h2>
<p>Fra gli indizi che possono aiutarti a capire quali saranno gli ambiti con maggiore possibilità di impiego nel futuro c’è il<strong> monitoraggio dei grandi processi</strong> che proprio di questi tempi sono in atto.<br />
Il primo è sicuramente quello dei <strong><em>Big Data</em></strong>, che chiederanno al mercato delle professioni figure tecniche e figure in grado di trasformare i dati in informazioni utili alle decisioni (<strong><em>Data Scientist</em></strong>). Fra gli altri <em>megatrend</em> quello della <strong>sostenibilità</strong> (che avrà bisogno di figure tecniche ma anche progettuali e specializzate nella divulgazione), quello dell’<strong>innalzamento dell’età media delle persone</strong>, quello dei servizi di <strong>cybersicurezza</strong>, ma <strong>anche i </strong><a href="https://www.orientazione.it/news-orientazione/universita-e-competenze-del-futuro/"><strong>segnali deboli</strong></a><strong> di cui abbiamo già parlato proprio qui su orientazione sono da considerare</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>I lavori del futuro: le lauree a più alto tasso di occupazione</strong></h2>
<p>Le lauree dell’area STEM (<strong>Science, Technology, Engineering e Mathematics</strong>), le lauree <strong>economiche</strong>, gli ambiti <strong>ingegneristici</strong> sono tradizionalmente <strong>percorsi ad alto tasso di occupazione</strong>. Tutto il resto degli studi è però altrettanto interessante a livello di sbocchi professionali, pensa soltanto alla rivoluzione che negli ultimi mesi ha fatto irruzione nel dibattito pubblico: <strong>ChatGPT,</strong> l’ascesa di questo tipo di intelligenza artificiale sblocca enormi possibilità di lavoro per figure che si specializzino in <strong>diritto digitale</strong>, <strong>psicologia</strong>, <strong>filosofia</strong>…<br />
Insomma, <strong>non c’è per forza un ambito o un corso di laurea da privilegiare, c’è soprattutto un percorso consapevole da fare assieme al corpo docente</strong>, arrivando a unire attitudini, passioni e spendibilità del titolo.<br />
Andiamo di nuovo per esempi: <a href="https://demo.istat.it/app/?i=PPC">nel 2031 in Italia circa metà della popolazione sarà <strong><em>over </em>50</strong></a>; gran parte di queste persone saranno attive, piene di interessi e desiderose di vivere appieno la vita. Se osservi questo dato con gli occhi dei corsi di laurea che (erroneamente) sono considerati meno appetibili dal mondo del lavoro, puoi costruire percorsi originali e proficui in qualsiasi disciplina che desideri studiare: <strong>la cosiddetta <em>Silver Economy</em> è un’opportunità interessantissima</strong> sotto ogni orizzonte professionale; gli over 50 infatti saranno sempre più vivaci, sempre più alla ricerca di servizi, prodotti, consulenze e attività. Dalla medicina sportiva per “non giovani” al coaching di transizione carriera-pensione, alle specializzazioni dietetico-salutistiche, all’organizzazione culturale, ai servizi turistici e alla stessa proposta di studi accademici, potrebbe aprirsi un universo di possibilità per qualsiasi tipo di laurea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>La laurea del futuro: quella che ti fa stare bene</strong></h2>
<p>Studiare ciò che ami ti fa stare bene, considerando fenomeni come la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Grandi_dimissioni"><strong><em>great resignation</em></strong></a>, il <a href="https://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/societa_diritti/2022/09/30/quiet-quitting-il-nuovo-fenomeno-di-lavorare-al-minimo-_d287e8e6-3b66-4093-8b45-7740f8a61126.html"><strong><em>quiet quitting</em> </strong></a>e il recente <a href="https://fortune.com/2023/02/28/conscious-quitting-leaders/"><strong><em>conscious quitting</em></strong></a>, studiare invece ciò che non ti piace è qualcosa da evitare, a meno che a spingerti non siano questioni contingenti. In questo ultimo caso è forse da suggerire <strong>una buona </strong><a href="https://www.orientazione.it/news-orientazione/time-management/"><strong>gestione del tempo-extra-studio</strong></a> per portare avanti in parallelo la pratica o l’approfondimento di ciò che ti fa stare davvero al <em>top</em> e in cui ti senti al massimo della realizzazione.</p>
</div></div></div></div></div></div><script id="script-row-unique-10" data-row="script-row-unique-10" type="text/javascript" class="vc_controls">UNCODE.initRow(document.getElementById("row-unique-10"));</script></div></div></div>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.orientazione.it/news-orientazione/quali-le-lauree-piu-utili/">Quali saranno le lauree più utili nel futuro?</a> proviene da <a href="https://www.orientazione.it">OrientAzione</a>.</p>
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		<title>Cosa sono i TOLC</title>
		<link>https://www.orientazione.it/news-orientazione/cosa-sono-i-tolc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Molfetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jun 2023 10:54:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Studenti e studentesse]]></category>
		<category><![CDATA[News orientazione]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[insegnamento]]></category>
		<category><![CDATA[studentesse]]></category>
		<category><![CDATA[ateni]]></category>
		<category><![CDATA[orientamento]]></category>
		<category><![CDATA[test ingresso]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[TOLC]]></category>
		<category><![CDATA[cosa sono i tolc]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[informazioni tolc]]></category>
		<category><![CDATA[cosa studiare]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[come fare tolc]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://wwwstg.orientazione.it/?p=90424</guid>

					<description><![CDATA[<p>I TOLC sono storie. Non ci credi? Te le raccontiamo!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.orientazione.it/news-orientazione/cosa-sono-i-tolc/">Cosa sono i TOLC</a> proviene da <a href="https://www.orientazione.it">OrientAzione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div data-parent="true" class="vc_row row-container" id="row-unique-11"><div class="row limit-width row-parent"><div class="wpb_row row-inner"><div class="wpb_column pos-top pos-center align_left column_parent col-lg-12 single-internal-gutter"><div class="uncol style-light"  ><div class="uncoltable"><div class="uncell no-block-padding" ><div class="uncont"><div class="uncode_text_column" ></p>
<h2><em>I TOLC sono storie. Non ci credi? Te le raccontiamo!</em></h2>
<p>Si creano a marzo e sfumano a novembre. Nei mesi più freddi si riposano. Attraversano l’Italia e il mondo intero, prendono autobus, metro, sperano che il treno non sia in ritardo. O che proprio domani non ci sia lo sciopero! Ogni TOLC è una persona e la sua quotidianità.</p>
<p>Chiedono aiuto all’amico, quello bravo con la “tecnologia”, perché tra <em>laptop</em>, Zoom, dispositivi mobili e configurazioni tecniche, hanno paura di sbagliare.</p>
<p>Commentano e si confrontano quotidianamente sui gruppi Telegram e Facebook “Ma tu quanto hai preso?”, “Chi mi aiuta a risolvere questa formula?”, “Qualcuno domani ha il TOLC in Sapienza?”.</p>
<p>Sono storie che “sta per arrivare il momento di decidere” o che “mi manca un anno al diploma, ma io ci provo a fare il test, e in caso posso ripeterlo 1 volta al mese”.</p>
<p><strong>I TOLC sono storie</strong> perché alla domanda:<br />
“CISIA buongiorno, come posso aiutarti”</p>
<p>La risposta è:<br />
“Ciao, ho un TOLC domani…” e poi, “Ah mi chiamo…”</p>
<p>Talvolta, sono storie corali. Chi partecipa non è solo la futura matricola, ma anche la sua famiglia: alcuni restano un po&#8217; in disparte, altri rubano la scena, ma le famiglie sono sempre lì e percorrono, rimanendo sullo sfondo, gli anni dell’università.</p>
<p>Sono solo alcune delle migliaia di storie che ogni giorno ci attraversano. Volevamo dirti che i TOLC non sono solo test e che anche tu sei parte di una e tante storie!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per sapere come prepararti allo sviluppo di questa storia, ti lasciamo l’elenco dei link con tutte le <strong>informazioni che ti servono per fare il TOLC!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Indirizzario TOLC</strong></h2>
<ul>
<li><strong><a href="http://www.cisiaonline.it">cisiaonline.it</a></strong><br />
consulta il nostro sito e registrati e accedi all’<a href="https://testcisia.it/studenti_tolc/login_sso.php">Area riservata</a> test cisia per prenotare, scaricare e leggere i risultati del test</li>
<li><a href="https://allenamento.cisiaonline.it/"><strong>allenamento.cisiaonline.it<br />
</strong></a>accedi all’area esercitazioni per fare le simulazioni dei test CISIA</li>
<li><a href="https://guide.cisiaonline.it/"><strong>guide.cisiaonline.it</strong><br />
</a>per sapere come si svolgono i test, quando e come si prenotano, cosa si studia e come si affrontano!</li>
<li><a href="https://www.orientazione.it/"><strong>orientazione.it</strong></a><strong><br />
</strong>fai le PPS (Prove di Posizionamento) e confronta il tuo punteggio con quello di altri partecipanti al test.</li>
</ul>
<h2><strong>E se hai bisogno di aiuto</strong></h2>
<p>Ricorda che c’è un servizio di <a href="https://helpdesk.cisiaonline.it/">Help Desk</a> che ti assiste per problemi tecnici e ti orienta a seconda delle necessità.</p>
<p>Non dimenticare Tolky, il chatbot attivo 24h/24h e pronto a rispondere a ogni tua richiesta.</p>
<p>E… per non perderti gli aggiornamenti leggi le<strong> <a href="https://www.cisiaonline.it/category/news-cisia/">news</a></strong> e seguici sui canali social:</p>
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		<item>
		<title>Come bilanciare lo studio universitario con il resto degli impegni (e della vita)?</title>
		<link>https://www.orientazione.it/news-orientazione/come-bilanciare-lo-studio-universitario-con-il-resto-degli-impegni-e-della-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fab_Salvetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2023 09:41:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News orientazione]]></category>
		<category><![CDATA[Studenti e studentesse]]></category>
		<category><![CDATA[tempo libero]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
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		<category><![CDATA[study-life balance]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://wwwstg.orientazione.it/?p=90414</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un approfondimento sul cosiddetto study-life balance per capire come gestire al meglio l'alternanza fra momenti di studio e di non studio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.orientazione.it/news-orientazione/come-bilanciare-lo-studio-universitario-con-il-resto-degli-impegni-e-della-vita/">Come bilanciare lo studio universitario con il resto degli impegni (e della vita)?</a> proviene da <a href="https://www.orientazione.it">OrientAzione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quale ruolo e quanto tempo deve assorbire lo studio per non fagocitare il resto della vita?</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo sport, le passioni, la famiglia, l’amore, le amicizie… e poi c’è l’esame che incombe, le lezioni da seguire, lo studio, poi la tesi da concordare… <strong>L’università ti chiama a una responsabilità sempre crescente</strong>, una situazione in cui devi fare uno sforzo per mantenere l’equilibrio e centrare gli obiettivi.<br />
Ma c’è tempo per tutto?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Study-life balance: si può trovare un equilibrio?</strong></h2>
<p>A domanda precisa, subito una risposta: sì. <strong>L’equilibrio fra impegni di studio e resto della vita si può trovare ma per farlo è necessario che tu assuma l’atteggiamento giusto</strong>. Il cosiddetto <strong><em>study-life balance</em></strong> va concepito come <strong>equilibrio dinamico</strong>, non si tratta infatti di qualcosa che una volta trovato è sempre uguale a sé stesso e rimane valido per tutto il percorso di studi. Per capire meglio è sufficiente <strong>pensare alla figura dell’equilibrista</strong>, che se osservata bene rivela come gestisce l’equilibrio con continui movimenti, micromovimenti e modifiche della postura; l’equilibrio è questo, e lo è anche nell’ambito dello studio, in cui raggiungere un <strong>bilanciamento fra impegno didattico e resto della vita</strong> è qualcosa che si ridefinisce senza sosta a seconda dei momenti, dei periodi e delle materie. Abbiamo già parlato proprio qui su Orientazione di quanto siano importanti le <a href="https://www.orientazione.it/news-orientazione/importanza-pause-studio/">pause durante lo studio</a>, e proprio dalle pause possiamo partire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Study-life balance: il ruolo delle pause</strong></h2>
<p>Non sempre i periodi in cui non si studia sono realmente periodi di non-studio, questo perché <strong>il cervello, grazie alle pause, ha modo di rielaborare e far sedimentare ciò che si è appreso</strong>. Oltre a questo c’è il bisogno di “ossigenare” la mente (con grossi vantaggi per lo studio) e ultimo &#8211; ma non certo per importanza &#8211; il fatto che quando si pratica <a href="https://www.orientazione.it/news-orientazione/5-cose-da-fare-al-primo-anno-di-universita-nuotare/">sport</a>, si fa <a href="https://www.orientazione.it/news-orientazione/5-cose-da-fare-al-primo-anno-di-universita-cantare/">musica</a>, si legge un fumetto, si fa <a href="https://www.orientazione.it/news-orientazione/5-cose-da-fare-alluniversita-fare-volontariato/">volontariato</a> o qualsiasi altra cosa che non sia stare sui libri d’esame, <strong>si apprendono e allenano altre competenze</strong>, che possono essere <em>hard</em> (vere e proprie conoscenze) o <em>soft</em> (attitudini e atteggiamenti). Non finisce qui: <strong>fare altro dissipa lo <em>stress</em></strong>, con benefici di vita che diventano sempre benefici per lo studio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Study-life balance: trovare la propria misura</strong></h2>
<p>Ogni persona è diversa, <strong>l’equilibrio è assolutamente soggettivo</strong>, trovarlo significa imparare a conoscersi e questa conoscenza aiuta a migliorare le proprie <em>performance</em>. Il tema è quantomai attuale, in questi anni si sprecano dibattiti e saggistica; si tratta di un argomento saliente non solo per chi studia ma anche per chi lavora, in questi casi si parla di <strong>work-life balance</strong> (il saggista David Clutterbuck lo definisce “stato in cui un individuo gestisce il conflitto reale o potenziale tra le diverse richieste del suo tempo e della sua energia in modo da soddisfare le esigenze di benessere e realizzazione personale”).<br />
Trovare la misura giusta non è sempre facile, richiede un po’ di lavoro, cerchiamo allora di individuare alcune <em>keyword</em> di riferimento che ci consentano di <strong>tracciare una mappa dei principali concetti utili a trovare uno <em>study-life</em> balance ottimale</strong>:</p>
<ul>
<li>organizzarsi</li>
<li>fissare obiettivi</li>
<li>appassionarsi</li>
<li>fare vita sociale</li>
<li>monitorare.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Study-life balance: qualche consiglio</strong></h2>
<h3><strong>Organizzarsi</strong></h3>
<p>Tentare di organizzarsi,<strong> stabilire cioè i momenti di studio e i momenti di non studio</strong>, significa innanzitutto fare mente locale e prendere quindi <strong>consapevolezza della questione</strong>. Si tratta di un primo passo che non è risolutivo ma è necessario perché responsabilizza. C’è chi preferisce un <strong><em>planner</em></strong> in carta, chi predilige un <em>software </em>o una <em>app</em>, chi si trova meglio raccontando a qualcun altro i propri schemi di lavoro a mo’ di promessa, chi riesce a rispettare i <em>task</em> fissati semplicemente <strong>mantenendoli ben presenti in testa</strong>. Il punto è <strong>essere onesti con sé stessi</strong> e non tralasciare 2 aspetti dell’impegno universitario:</p>
<ul>
<li>laurearsi significa impegnarsi a lungo e con grande intensità, non è mai una “passeggiata” (eh no, non basta un’oretta al giorno per laurearsi…)</li>
<li>avvicinandosi agli esami è necessario ridefinire le quantità relative stabilite per il <a href="https://www.orientazione.it/news-orientazione/time-management/">tempo di studio</a> e il tempo da dedicare al resto, intensificando le sessioni sui libri.</li>
</ul>
<h3><strong>Fissare obiettivi</strong></h3>
<p>Un obiettivo è &#8211; in sé &#8211; motivante, sia perché <strong>chi lo fissa si prende un impegno</strong>, sia perché un traguardo funge sempre da sprone. L’organizzazione da sola è meno potente se non è accompagnata dalla <strong>definizione di obiettivi</strong>, che possono essere relativi a capitoli da studiare, argomenti da ripetere, esercizi da svolgere o ricerche da completare; anche in questo caso la franchezza con sé stessi è indispensabile.<br />
I 2 aspetti che qui devono essere considerati sono:</p>
<ul>
<li>un buon modo di fissare gli obiettivi è quello del cosiddetto <em>retroplanning</em>, vale a dire programmare le <em>milestone</em> “a ritroso”, partendo dal giorno dell’esame per arrivare all’oggi</li>
<li>gli obiettivi devono essere <strong>sostenibili ma almeno un po’ sfidanti</strong>, altrimenti ci si rilassa troppo.</li>
</ul>
<p>Se ti esalti con la definizione degli obiettivi hai addirittura la possibilità di classificarli, per esempio per ambito (di studio, di sport, di passione per il cinema, di vita sociale…).</p>
<h3><strong>Appassionarsi</strong></h3>
<p><strong>La passione è un propellente straordinario</strong> per fare grandi cose e anche per superare i periodi di crisi. Trovare le tue passioni extra-universitarie ti aiuterà a studiare meglio per poterti poi godere ciò che ami e che ti fa vibrare. <strong>Fare ciò che ami si riverbera sulla tua resa nello studio perché ti restituisce soddisfazione, tranquillità ed entusiasmo</strong>.<br />
Ma… una passione deve per forza essere extra-universitaria? No di certo!<br />
Per prima cosa è auspicabile che tu scelga un campo di studi che ti piace, e poi… hai sempre la possibilità di <strong>unire le tue passioni extra-universitarie con il tuo percorso accademico</strong>. Come? Ecco qualche spunto:</p>
<ul>
<li>se studi discipline economiche o marketing e sei musicista, potresti approfondire il tema del <em>soundbranding</em>, vale a dire la dimensione sonora di un marchio</li>
<li>se studi discipline giuridiche e impazzisci per lo sport, potresti focalizzarti sul diritto sportivo</li>
<li>se fai studi pedagogici e ti appassionano i giochi di ruolo, potresti trovare una strada nella didattica ludica</li>
<li>se studi medicina e nel tempo libero affini abilità da chef, potresti studiare il rapporto fra salute e alimentazione.</li>
</ul>
<p>Pochi esempi, ma significativi, per capire che il solo limite è rappresentato dalla fantasia e dall’avere un po’ di faccia tosta per chiedere di poter approfondire campi specifici che non sempre sono così popolari. Quando unisci passioni e discipline di studio <strong>trovi una spinta fortissima per studiare</strong> ancor di più e approfondire senza fatica ogni aspetto delle discipline.</p>
<h3><strong>Fare vita sociale</strong></h3>
<p>Come ogni mammifero <strong>anche tu hai bisogno di fare vita sociale</strong>. La rete di amicizie e conoscenze è un toccasana per la solitudine, la demotivazione, l’apatia e anche per il benessere generale. Dedica quindi il tempo necessario della tua <em>routine</em> alle persone che ami, esci di casa, parla, interagisci più che puoi.<br />
Quando gli impegni di studio si fanno pressanti puoi anche <strong>decidere di studiare in gruppo</strong>, sia organizzandoti con chi deve affrontare il tuo stesso esame, sia frequentando luoghi come le <strong>biblioteche</strong> che mettono a disposizione sale silenziose per poter studiare in quiete (ma che fra un <em>break</em> e l’altro permettono di socializzare).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Monitorare</strong></h3>
<p>Per far sì che tutto questo sia efficace, ti aiuti cioè a mantenere un equilibrio sostenibile fra le necessità dello studio universitario e i tuoi bisogni personali, fai <strong>verifiche periodiche</strong>. Guarda se riesci a rispettare gli impegni, se lo studio va avanti come previsto, se il tuo stato di benessere soggettivo è ok. Nel caso intervieni intensificando lo studio, oppure concedendoti una pausa extra. <strong>Monitorare è fondamentale per ottenere risultati</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Buon studio e… buon equilibrio!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.orientazione.it/news-orientazione/come-bilanciare-lo-studio-universitario-con-il-resto-degli-impegni-e-della-vita/">Come bilanciare lo studio universitario con il resto degli impegni (e della vita)?</a> proviene da <a href="https://www.orientazione.it">OrientAzione</a>.</p>
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